Altre maniere di vedere il mondo

Riccardo Bargellini


Franco Bellucci e Riccardo Bargellini. Foto: Tommaso Barsali 2009
Franco Bellucci e Riccardo Bargellini. Foto: Tommaso Barsali 2009

ABC

 

Al centro delle mie metodologie come conduttore dell’Atelier vi è l’osservazione e l’ascolto continuo dei partecipanti, che cerco di stimolare con la finalità di individuare quali sono le predilezioni personali di ognuno verso l’una o l’altra tecnica artistica. Quando riesco ad individuare la tecnica preferita, tento a poco a poco, di studiare per ciascuno uno stimolo particolare, capace di sviluppare le attitudini creative verso una produttività di più alto livello e con un più consapevole e intenso coinvolgimento. Attualmente L’ atelier ABC è composto da circa 15 persone con caratteristiche artistiche e caratteriali molto differenti.

Questo porta a dover utilizzare metodologie di lavoro diverse per ognuno di loro, sia nella relazione personale che artistica. L’impostazione di base è però una per tutti: ovvero, cercare sempre di procedere attraverso le proposte più svariate, alla ricerca di una risposta attiva,  di qualcosa che loro trovino stimolante. Negli anni si è potuto verificare che è proprio questo il punto focale del mio lavoro: questa ricerca deve essere una costante del lavoro che viene svolto, perché, nei partecipanti all’atelier (accanto alla loro strabiliante libertà esecutiva),  è  proprio la ripetitività quella su cui tendono a immobilizzarsi. Ad ogni modo, è bene precisare che il ruolo del conduttore non è solo quello di puntare a dei risultati, quanto, prima ancora, quello di mettere a disposizione del gruppo degli strumenti per esprimersi,  secondo un metodo che non è poi molto diverso da quello di un normale insegnamento artistico. La vera differenza tra un insegnamento per così dire “canonico” e il mio lavoro è il maggiore carico di responsabilità nei confronti dei ragazzi rispetto ad un professore, e la loro maggiore libertà creativa rispetto a degli studenti, per cui alla fine non si parla di insegnare e imparare, ma di ricerca pura, con parità di influenze nelle due direzioni.
Dopo anni di lavoro, giorno dopo giorno, i risultati raggiunti sono stati davvero sorprendenti, fino al punto di riuscire ad uscire dalle mura del singolo atelier ed inserire i lavori prodotti e l’esperienze accumulata in un circuito di maggiore visibilità e maggiori possibilità di riscontro e confronto. Il confronto, non solo funziona come un ricchissimo bagaglio di stimoli, ma anche crea l’opportunità di avere una finalità speciale, il pretesto per un rinnovato impegno e soddisfazione di lavorare.